Nel X secolo, durante il processo d’incastellamento, fu costruito un castello anche a Calliano di cui s’ignorano però i proprietari  anche se  parte della località era soggetta a proprietari del posto legati al vescovo di Asti, parte era invece di pertinenza degli Aleramici.

Sicuramente il Castello di Calliano passò ai Gonzaga quando nel 1536 i Signori di Mantova, dopo un arbitrato dell’imperatore Carlo V, divennero anche Signori del Monferrato fino alla scomparsa del Marchesato (diventato sotto i Gonzaga Ducato) nel 1708 quando entrò a far parte dello Stato Sabaudo.

In quegli anni il Castello venne abbattuto in maniera tale che non potesse neanche più essere ricostruito data la notevole posizione strategico-militare di Calliano. Calliano era uno dei tanti castra, cioè insediamenti fortificati eretti con finalità essenzialmente militari, ma collocato in una posizione tutt’altro che irrilevante, nel punto di incontro fra due strade di grande importanza commerciale, la via Marinca (o Marenca) che univa l’astigiana alle pianure dell’alessandrino innestandosi sulla via Fulvia e la strada che da Asti conduceva a Vardagate (l’attuale Terruggia)

Sulle sue rovine vennero edificate le attuali case patronali che compongono il centro storico di Calliano: un enorme complesso signorile di proprietà dei Massano, una famiglia patrizia di Asti.

Intorno al 1835 ne divenne proprietaria la Famiglia Girola. Fu Lorenzo Girola, che divenne poi preside della facoltà di medicina del Piemonte,  ad acquisirne  la proprietà grazie al matrimonio con una Massano.

Dell’antico castello restano visibili una delle torri, troncata, nelle cui fondamenta sono presenti alcune feritoie e la spettacolare vista panoramica sul Monferrato che rievoca l’idea di una città fortificata molto difficile da espugnare.

La struttura oggi è sede di un azienda vitivinicola sempre di proprietà dei Girola disponibili a farvi degustare ottimi vini e a raccontarvi un pezzo di storia dell’antica Calliano, infatti numerose sono le “leggende” tramandate su questa porzione di  paese.

Un viaggio nel passato tra antichi passaggi segreti e vie di fuga, accordi militari e tradimenti e alcuni cenni su come doveva essere il Castrum de Callanum in quell’epoca.

Le Mura del Castello

Un documento del 924 contiene la prima esplicita menzione del Castello e del fossato che lo circondava. Era sicuramente una fortificazione di tutto rispetto a partire dall’ VIII secolo dai nobili di etnia longobarda e destinata ad ingrandirsi nel periodi delle lotte tra il Monferrato e il Comune di Asti.

Successivamente ebbe a seguire gravi destinazioni, in particolare durante le guerre di successione dei Ducati di Mantova e Monferrato, e venne completamente smantellato.

Nel Consegnamento de’ Feudi, compilato nel 1703 per volere del duca Carlo Ferdinando, l’antica fortezza di Calliano è descritta così: “castello tutto diroccato con area di terreno prospiciente la piazza, un tempo fabbricato”.

Le mura del paese dovevano essere piuttosto imponenti se nel 1468 il Marchese Guglielmo VIII Paleologo, evidentemente desideroso di completare la fortificazione del villaggio, stipulò un accordo con la nostra comunità esentandola da quasi tutti i tributi, in cambio dell’impegno dei callianesi a costruire a proprie spese la cinta muraria per la quale era necessario costruire almeno 400.000 mattoni all’anno. Non stupisce che il Marchese potesse permettersi di essere così generoso, vista l’importanza che il baluardo rivestiva nelle strategie difensive del Monferrato contro la non ancora del tutto domata Asti.