Percorsi artistici

Che la molla del vostro arrivo sia stato un semplice vagabondare o un percorso studiato a tavolino poco importa. Non guardate in alto. Almeno per ora. Se avrete pazienza, arriveremo alla grande chiesa che ci sovrasta: la parrocchiale dedicata al Santissimo Nome di Maria. Ma prima di tratteggiare il suo passato, a Calliano, ci sono altri luoghi di culto da visitare, altre piccole storie da raccontare. Volete seguirci? E allora partiamo. 
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Tesori d'Arte: le Chiese

La chiesa parrocchiale del SS.mo Nome di Maria, per i tanti e pregevoli arredi sacri che custodisce, è di gran lunga l'edificio storico di maggior interesse del comune di Calliano. Eccovene i grandi nomi: del pittore barocco Guglielmo Caccia detto 'Il Moncalvo”(vissuto a cavallo fra `500 e `600) possediamo due importanti tele.quadro grosso del caccia sistemato La prima, sita sul primo altare laterale di destra, è una Crocifissione ricca di pathos che fu realizzata anteriormente al 1593; la seconda, che adorna il secondo altare laterale nella navata di sinistra, è invece una Madonna del Rosario dipinta alcuni anni prima del 1618. Questo quadro, insieme alle 15 tavole lignee che lo contornano, rappresenta uno dei modelli iconografici più cari al Moncalvo, che lo ripropose con poche modifiche in diverse chiese dell'alto e del basso Monferrato: a Cioccaro di Penango, a Montabone ed a Melazzo. quadretti caccia sistemato Gli altri fuoriclasse presenti nella chiesa parrocchiale? L'architetto torinese Bernardo Antonio Vittone (progettista dell'altar maggiore) che venne realizzato dal marmorista luganese Pelagatta nel 1768), l'ebanista astigiano Francesco Maria Bonzanigo (autore degli intagli della cantoria lignea di controfacciata) e l'organaro napoletano Liborio Grisanti (artigiano cui si devono l'organo - rifatto da Giuseppe Gandini nel 1913 - e la sua splendida cassa in stile rocaille, datati 1754)
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La Fornace

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Cortile Girola

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Il Museo del gesso

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La fonte della Pirenta

fonte della pirenta

fonte della Pirenta

Situata nella regione pianeggiante della Pietra, rasente il tracciato della S.S. 457, la si trova menzionata già in fonti documentarie del XIII secolo con il nome di fon de Punlenta (o Pullenta).
Siffatta denominazione è dovuta al forte e invero poco gradevole odore di uova marce dell’acqua (punlenta è forma contratta e dialettale per purulenta = marcia, puzzolente), che contiene alte percentuali di acido solforoso, azoto, carbonato di calcio e magnesio e molte altre sostanze.
L’acqua sulfurea è stata usata sin da epoca antica per curare numerose malattie del fegato e della pelle, ma soltanto negli anni sessanta del secolo scorso è stata compiutamente analizzata nella composizione chimica e nelle proprietà terapeutiche.
Il Comune di Calliano nel 1915 vendette i terreni circostanti la fonte ai privati a condizione che venisse realizzato un impianto termale in grado di sfruttare pienamente la preziosa acqua; in effetti un progetto, per la verità assai grandioso, venne presentato ma per vari motivi non se ne fece nulla.
In epoca fascista la Pirenta, dotata di un minimo di strutture recettive (una vasca, uno spogliatoio e una locanda), venne utilizzata come “colonia idro-elioterapica”.
Seguirono decenni di abbandono che portarono la fonte ad una condizione di forte degrado, senza per altro che le proprietà dell’acqua venissero mai dimenticate.
Oggi la fonte della Pirenta, recentemente ripulita e ristrutturata, è visitata da centinaia e centinaia di persone che, a dispetto dei miasmi sulfurei, non rinunciano a fare provvista di quest’acqua benefica che meriterebbe senz’altro un impiego assai più diffuso.

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L'Organo Grisanti

Insediatosi nella parrocchia all’inzio degli anni ’50 del ‘700, il novello prevosto di Calliano Piergiorgio Scamuzzi si erse da subito, grazie alla cultura umanistica ed alla preparazione teologica che gli erano proprie ( ce lo dimostra il limpido eloquio, a metà fra memoriale e narrazione, che pervade le pagine del suo Liber Chronicus ), al rango di coordinatore ed attuatore delle necessità spirituali e temporali della comunità affidatagli. E’ a buon diritto, perciò, che noi possiamo ascrivere alla sua presenza in Calliano, in concomitanza con un periodo relativamente pacifico per il Piemonte, il fondamentale evento maieutico per la nascita della storia musicale locale: l’impiantagione, ”ex novo “, di un organo nella chiesa parrocchiale SS. Nome di Maria
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Il Castello

Nel X secolo, durante il processo d’incastellamento, fu costruito un castello anche a Calliano di cui s’ignorano però i proprietari  anche se  parte della località era soggetta a proprietari del posto legati al vescovo di Asti, parte era invece di pertinenza degli Aleramici. Sicuramente il Castello di Calliano passò ai Gonzaga quando nel 1536 i Signori di Mantova, dopo un arbitrato dell’imperatore Carlo V, divennero anche Signori del Monferrato fino alla scomparsa del Marchesato (diventato sotto i Gonzaga Ducato) nel 1708 quando entrò a far parte dello Stato Sabaudo.
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